Da quando l’essere umano, migliaia di anni fa, ha iniziato a rendere onore ai cadaveri attraverso la sepoltura, ha sviluppato riguardo questa pratica, una moltitudine di evoluzioni partendo da un unico e forte concetto:

il cadavere dovrà rimanere tale, adornato, inviolabile e conservato quanto più a lungo possibile.

Le evoluzioni avute seguendo questo concetto hanno sì concesso ai cadaveri un riposo progressivamente più sicuro durante lo scorrere dei secoli, ed ai posteri, di conoscere vari aspetti culturali e personali di singoli umani, popolazioni ed interi periodi storici, ma hanno anche involontariamente influito negativamente sulle scelte umane in termini di urbanistica ed ambiente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Urbanistica perchè con la crescita degli insediamenti , poi divenuti città, gli spazi da dover riservare al culto dei morti sono aumentati considerevolmente, nonostante le varie tecniche di ottimizzazione, e difficilmente considerabili per un ricollocamento futuro.

A livello ambientale invece, per via del progressivo aumento dei materiali per la sepoltura, che sia effettuata attraverso tumulazione a terra, o, ancor più tangibilmente, in loculo realizzato in muratura, senza dimenticare la cremazione.

A questo quadro a tinte grigie ed assolutamente poco dinamiche, CAPSULA MUNDI, un progetto creato da Anna Citelli, visualizer di grande esperienza e Raoul Bretzel, designer illuminato, ha voluto rispondere con un’idea rivoluzionaria sotto diversi ed interessantissimi aspetti, non solo legati alla mera risoluzione delle problematiche esposte all’inizio.

 

 

 

Come è infatti possibile leggere appena aperto il sito web ufficiale, www.capsulamundi.it :

“Capsula Mundi è una proposta culturale, un progetto ampio, che propone un diverso approccio al tema della morte. È un contenitore dalla forma arcaica e perfetta, quella dell’uovo, realizzato con un materiale biodegradabile, nel quale viene posto il corpo del defunto in posizione fetale o le ceneri. La Capsula è messa a dimora come un seme nella terra. Sopra di essa viene piantato un albero, scelto in vita dal defunto, che verrà curato da familiari e amici, come un’eredità per i posteri e per il futuro del pianeta. Il cimitero assumerà dunque un nuovo aspetto, non più grigie lapidi di pietra ma alberi vivi a formare un bosco, un bosco sacro. […]”

UN ALBERO PER LA VITA

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Dalla riflessione sul ruolo del design nella nostra cultura fatta dagli autori, è emerso l’obiettivo di rendere la morte non la fine di un percorso, ma l’inizio della ricongiunzione con la natura.

Ciò ha portato alla decisione di ridisegnare la bara (un oggetto pressoché dimenticato dal mondo del design), utilizzando materiali ecologici e in riferimento a simboli di vita, laici e universali, quali l’uovo, la posizione fetale e l’albero.

UN’ALTRA IDEA DELLA MORTE

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Come sostengono gli autori nella descrizione del loro progetto, il ciclo biologico delle trasformazioni, essendo uguale per tutti gli esseri vivente, può rappresentare anche un momento di verifica di essere parte integrante della natura per l’essere umano.  Oltre a questo precisano che “Capsula Mundi vuole sottolineare questo valore universale che non va ad interferire con le tradizioni culturali e religiose di ognuno di noi. Semplicemente un albero, simbolo di unione tra cielo e terra, segnerà il luogo della memoria della persona scomparsa. Albero dopo albero, il cimitero diventerà un bosco, un luogo libero da segni e da architetture commemorative. Un posto in cui andare a passeggiare o portare i bambini a riconoscere le diverse essenze. Un bosco custodito e protetto dalla collettività: un bosco sacro.”

Infine, parlando di IMPATTO AMBIENTALE, il progetto Capsula Mundi vorrebbe stravolgere l’odierno fabbisogno di materiale per la sepoltura. Infatti, a fronte del taglio di alberi pregiati e di grandi dimensioni per la realizzazione di bare, viene proposta la realizzazione di un involucro in plastica biodegradabile derivata da piante stagionali e la conseguente, ovvia, creazione di un nuovo albero per ogni vita che giunge al suo termine.